Yamamay’s Blog

..il luogo in cui yamamay prende vita..

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Danze Maasai!!

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Ho scoperto, navigando, questi quadri bellissimi di un artista, dovrebbe chiamarsi GENNY V, mi scuso in anticipo nel caso avessi sbagliato il nome, comunque ho linkato sia la foto che il nome stesso in modo da poter vedere nel suo blog i vari lavori che ha fatto!!

Questo per anticiparvi l’argomento che ho intenzione di trattare, ossia la danza keniota.

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Il più delle danze in Kenya provengono dai festival rituali, dai riti in genere che sono accompagnati da vari, differenti tipi di musica. Per esempio, i Masai sono conosciuti per le loro fantastiche danze che sono accompagnate da particolarissimi tipi di musica dai ritmi tribali, e queste danze sono spesso compiute successivamente ad una caccia al leon conclusa con successo, per mettere in risalto la grandezza del gesto e il suo valore.

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Molte danze keniote si contraddistinguono per questi salti incredibili che compiono i ballerini. Purtroppo non ho molte informazioni al riguardo, anzi se ne avete fatemi sapere!!

I Maasai del Kenya!!

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Vediamo un pò di cultura Kenyota, le popolazioni tipiche, le loro usanze, i loro costumi…uno dei popoli a cui sicuro si è ispirata Yamamay per il catalogo Yamafrica Summer 2009, è il popolo dei Masai, e basta osservare le foto per capire che i colori richiamano perfettamente la collezione Yamamay 2009 per l’estate..

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I Maasai  sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso addirittura stanziali. La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall’allevamento all’agricoltura come fonte primaria di sostentamento; questa trasformazione è evidente nei clan masai kenioti.

I masai parlano il “maa”, da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato “maasai”. I masai sono il popolo nilotico che, in Africa, vive più a meridione. È difficile dire quanti siano i maasai, visto che non esistono censimenti accurati ne’ in Tanzania ne’ in Kenya. La tendenza dei censimenti nei due paesi è quella di esagerare il numero di persone appartenenti all’etnia. Da una parte, non tutti gli abitanti dei territori ancestrali dei maasai appartengono a questa etnia; dall’altra, non è semplice censire tutti i maasai vista la tradizione di abitare non in villaggi, ma in case mono o multi-famigliari isolate e distanti tra loro. Francis Mol, il più grande esperto di lingua e cultura maasai, pone la popolazione totale a non più di 600.000 unità, equamente distribuite tra i due paesi dell’Africa orientale che li ospitano.

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ABITAZIONI MAASAI

Le abitazioni dei masai sono tradizionalmente costruite dalle donne con rami e erba intrecciati e poi rivestite di letame. Hanno forma ovoidale e sono disposte in un grande cerchio che serve per proteggere il kraal interno, dove il bestiame dorme la notte. L’intero perimetro è recintato con rami aguzzi e spinosi che proteggono sia i masai che il bestiame da iene, leopardi e leoni predatori.

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Mentre nel passato le abitazioni erano fatte per resistere poco tempo, negli ultimi due secoli i masai hanno danno vita ad una casa (enkang) abbastanza standardizzata.

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L’enkang tradizionale prevede un recinto spinoso all’esterno per proteggersi dagli animali selvatici, e un recinto spinoso all’intreno per mettere il bestiame alla sera. Nel secondo recinto vi sarà anche un reparto separato per vitelli e agnelli. La prima casa sulla destra dell’entrata principale sarà la casa del capo famiglia, la seguente quella della prima moglie. La prima casa sulla sinistra sarà quella della seconda moglie, se presente. A seguire sono le casette per i bambini e le bambine. I figli vivono con la madre fino a circa 5 anni di età, dopo dormono da soli. L’uomo dorme da solo e visiterà la moglie quando necessario. Le singole case sono fatte con sterco mescolato a fango e posto su di una struttura di rami flessibili. La forma è ovale con l’entrata bassa verso il punto di minor larghezza. All’interno la casa è divisa in tre sezioni. Al centro un focolare dove cucinare, ad un capo il letto dell’occupante, dall’altro lato il letto per i bambini o un piccolo ripostiglio. L’altezza massima della casa è di circa 1,5 metri. Tale tipo di costruzione stà ormai sparendo e lasciando il posto a costruzioni stabili in pietra o in laminati metallici.

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L’età è uno degli elementi fondamentali per l’organizzazione sociale. I bambini sono considerati veramente tali dopo una settimana circa dalla nascita, momento scandito dalla cerimonia del nome. È il padre a dare il nome ai figli, a volte la madre da o suggerisce il nome delle figlie. I bambini piccoli, nella vita tradizionale, erano incaricati di far pascolare i vitellini e gli agnelli, le bambine di portare l’acqua, pulire l’enkang e aiutare nella cucina. Ogni 15 – 20 anni, gli anziani decidono l’inizio di un nuovo ciclo di iniziazione. Tutti i giovani non ancora iniziati fino ai bambini di circa 12 anni, vengono a far parte dello stesso gruppo, diviso in due tornate – la destra e la sinistra. Questa divisione verrà mantenuta per tutta la vita. Dopo varie cerimonie, il rito più importante è quello della circoncisione (emorata) che deve essere sopportata in silenzio. Dopo la circoncisione il giovane è considerato un moran, giovane guerriero. Dopo la circoncisione, e per circa 6 mesi, il moran dovrà vestirsi di nero e potrà disegnare sul viso dei simboli usando terra bianca. In questo periodo, i moran vivranno in una casa speciale, manyatta, costruita sul modello dell’enkang, ma senza barriere spinose, inutili visto la presenza di tanti guerrieri. All’incirca al tempo dell’emorata, il gruppo che ha avuto la circoncisione durante l’ultima emorata passerà di grado, diventando guerriero anziano. A sua volta, il gruppo precedente farà il passaggio per diventare anziano (primo grado) con la cerimonia dell’eunoto.

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Le donne hanno un lor rito di passaggio, la mutilazione genitale. La maggioranza dei clan prevede la clitoridectomia, altri richiedono anche l’escissione delle grandi labbra della vagina. Queste pratiche sono sotto accusa. Vietate dalla legge, sono rifiutate da molte ragazze che desiderano invece un tipo incruento di iniziazione. In molte zone, le donne obbligano le figlie alla circoncisione poiché sarebbe impensabile sposare una figlia ad un buon partito senza questa cerimonia. In ogni caso, anche i giovani masai stanno cambiando le loro aspettative e spesso sono loro a spingere per un cambiamento di questo rituale.

YamAfrica – Parliamo del Kenya –> Nairobi!!

Dopo avervi presentato la collezione..iniziamo adesso con l’abbracciare la cultura Africana…le loro usanze, abitudini, la loro cucina..vivere un pò quei giorni che Yamamay ha vissuto in Kenya, assaporare i sapori del luogo..i suoni di quel posto e la magia che lo circonda, sempre un mix tra leggenda e realtà..

Inizierei col descrivere il Kenya nelle sue caratteristiche essenziali, ossia quelle geografiche!

E’ uno Stato dell’Africa Orientale, confinante a nord con Etiopia e Sudan, a sud con la Tanzania, a ovest con l’Uganda, A nord-est con la Somalia e ad est con l’Oceano Indiano.

Nairobi ne è la capitale e la città più grande.

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Il suo nome deriva dalla frase maasai enkare nai-robi, letteralmente “luogo dell’acqua fredda”. In Kenya, viene anche chiamata con due nomignoli: Green City in the Sun (“città verde al sole”, per via del clima mite e delle molte aree verdi) e Safari Capital of the World (“capitale mondiale del safari”).

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Con una popolazione stimata fra i 4 e i 4,5 milioni, Nairobi è la più grande città dell’Africa orientale e la quarta più grande dell’intero continente africano. È anche una delle città africane più importanti dal punto di vista politico, culturale ed economico. La popolazione locale parla principalmente l’inglese.

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Il centro di Nairobi è costituito dal Central Business District (CBD) , dove hanno sede le principali attività amministrative e commerciali. Il CBD ha una forma pressapoco rettangolare, delimitata dalle quattro grandi arterie di Uhuru Highway, Haile Selassie Avenue, Moi Avenue e University Way. Il centro del CBD è costituito dalla piazza di City Square,

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 attorno a cui si sviluppano i principali edifici amministrativi, tra cui la sede del Parlamento keniota, la Cattedrale della Sacra Famiglia,

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 il municipio, il tribunale e il celebre Kenyatta Conference Centre.

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Tutta la zona del CBD è caratterizzata da grattacieli ed edifici moderni, che ricordano quelli delle grandi città nordamericane e asiatiche, realizzati nell’arco di due grandi periodi di esplosione edilizia: gli anni immediatamente successivi all’indipendenza e quelli a cavallo del 2000.

In seguito al veloce sviluppo del CBD, oggi completamente edificato, altre aree di Nairobi stanno emergendo come nuovi quartieri finanziari e commerciali: fra queste spiccano Upper Hill e le Westlands, entrambe situate a circa 2 km dal centro città.

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Nella zona ovest della città si trovano la maggior parte dei quartieri residenziali più prestigiosi, creati dai colori europei, come Karen,

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Langata, Lavington e Highridge ; a questi si aggiungono però anche alcuni quartieri poveri, come Kangemi e Dagoretti. Tutto intorno al territorio urbano di Nairobi sorgono le baraccopoli dette slum, la cui popolazione complessiva, secondo stime delle Nazioni Unite, si aggira intorno ai 2.000.000.

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L’industria del turismo a Nairobi è alimentata soprattutto dai viaggiatori che fanno tappa in città all’inizio o alla fine dei loro itinerari turistici in Kenya. Ci sono numerosi alberghi di alto livello, e molte grandi catene (per esempio Holyday Inn, Intercontinental e Hilton) hanno una propria struttura in città.

Oltre a fungere da hub turistico, comunque, Nairobi offre un certo numero di attrazioni turistiche situate in città o nelle immediate vicinanze. Il Nairobi National Park è un caso raro di parco faunistico confinante con un’area urbana; vi si trovano numerosi animali tipici della savana africana, fra cui leoni, giraffe, rinoceronti neri e oltre 400 specie di uccelli. La città stessa è ricca di aree verdi e ospita più specie di uccelli di qualsiasi altra città del mondo.

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Il National Museum of Kenya di Nairobi è il più importante museo del Kenya. Vi si trovano, tra l’altro, i resti di un giovane homo erectus

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 Sono mete turistiche minori anche il monumento a Jomo Kenyatta, il Kenya National Theatre e le gallerie d’arte Rahimtulla Museum of Modern Art e Mzizi Arts Centre.

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 A Nairobi si trova anche il più grande palazzo del ghiaccio di tutta l’Africa.

Anche la vita notturna di Nairobi so che non è male…ho spiacchiato sul web un pò qui e un pò lì..e ho letto cosa molto interessanti..allora..c’è il Safari Bar e il famosissimo ristoarante  “La Dolce Vita”

  • Indirizzo: Limuru Road, Muthaiga,Nairobi,Kenia

 

X-Factor!!

Ieri si è conclusa la seconda edizione di X-Factor e con essa anche la collaborazione tra Yamamay e la trasmissione!!! Nelle due ultime puntate del programma abbiamo potuto assistere alle bellissime televendite, ambientate in uno studio, ma che rappresentano uno squarcio della forseta amazzonica, per mostrare i magnifici prodotti Yamamay Beauty!!

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Tornando alla trasmissione, ieri abbiamo visto chi è stato il vincitore assoluto di questa seconda edizione…MATTEO…DEVO ESSERE ONESTA E DIRE CHE NON ERA PROPRIO IL MIO FAVORITO, MA TRA QUELLI RIMASTI IERI…ERA L’UNICO A MERITARTE LA VITTORIA!!!

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Speriamo tutti di poter vedere anche l’anno prossimo il nome di Yamamay vicino a quello di X-Factor!!

Stasera SPAREGGIO DECISIVO per le ragazze Yamamay Volley!!

Stasera alle 20:30, al PalaYamamay di Busto Arsizio, e in diretta su Sky Sport 2, le ragazze Yamamay volley di Busto A. si sfideranno per l’ultima volta con la Jesi Monte Schiavo.

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Venerdì, dopo una precedente sconfitta con la squadra Jesi, hanno vinto per tre set ad uno contro le avversarie, per cui questa partita di stasera è davvero attesissima. Ripeto che, chi non è di Busto Arsizio e dintorni, o chi comunque non può vedere la partita al Palazzetto, potrà vederla senza alcun problema da casa, grazie alla diretta su Sky Sport 2!!!

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Mi raccomando il tifo!!!! E’ importantissimooooooo!!!!! Rgazze siamo tutti con voiiiii!!!!!!!

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Yamamay Volley per l’Abruzzo..

Parte di ciò che si avrà grazie all’affluenza alle partite dei Play Off sarà devoluto ai bisognosi dell’Abruzzo..quindi per favore accorrete numerosi, non solo vi godrete lo spettacolo, ma farete anche una buona azione..

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La notizia è certa…cercherò comunque maggiori informazioni, più precise riguardo questo argomento..

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Sostenete l’Abruzzo con Yamamay Volley..leggete meglio da questo link..

http://www.volleybusto.com/0809/qualenews.asp?ID=513

Yamamay Volley Busto Arsizio in COPPA CAMPIONI!!!

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La Squadra Yamamay Volley Busto Arsizio ha vinto mercoledì contro Monte Schiavo Jesi per 3 set a 1..è stata un partita importantissima, questa vittoria ha infatti dato accesso alla squadra ai Play Off della COPPA CEV…

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La prima partita dei Play Off si svolgerà domani, mercoledì 15 aprile alle 20:30 al Pala Triccoli di Jesi, dove Yamamay e Monte Schiavo si sfideranno all’ultima schiacciata per superare le eliminatorie..avremo Monte Schiavo Jesi – Yamamay Busto A…

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..la seconda partita dei Play Off verrà giocata venerdì 17..(certo il giorno non giova a nostro favore…eehehh…no vabè scherzo…supersitioni a parte..)…Yamamay Busto A. – Monte Schiavo Jesi al PalaYamamay di Busto A…eventualmente la partita di spareggio si giocherà o domenica pomeriggio oppure Lunedì alle 20:30, anche in diretta su SKYSPORT!!!

Yamamay è con l’Abruzzo!!

Tutti sanno che ieri la regione Abruzzo è stata colpita da un fortissimo terremoto che ha portato alla morte 150 e più persone e moltissimi dispersi..Vi ho abituato qui ad una sferzante allegria, ma mi è parso il caso di postare un articoletto dedicato a chi in Abruzzo soffre e piange molte lacrime..SIAMO CON VOI, anche se lontatni ed inermi!!

Terremoto in Abruzzo di 5,8 gradi della scala Richter

Le iniziative per poter aiutare gli abruzzesi sono moltissime…chiunque abbia modo di ospitare in agriturismi o alberghi di qualsiasi tipo…vi prego fatevi avanti.. Ecco la ripercussione delle due scosse, e come si sono propagate poi nel resto dell’Italia..

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Siamo al vostro fianco e vi doniamo un nostro sorriso, che non cambierà le cose ma potrà dare un pò di calore..

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