Yamamay’s Blog

..il luogo in cui yamamay prende vita..

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YamAfrica – Quarto giorno di BackStage!!

Quarto giorno di Backstage per il catalogo YamAfrica Summero 2009!!

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Questi sono gli scatti del giorno..quelli da catalogo e poi da BackStage!!

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Le foto di Backstage sono molto particolari..osservare una fase di shooting fotografico è sempre interessante..

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I maasai sullo sfondo sono molto suggestivi..è un catalogo bellissimo..

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..la modella è Daniela Cosio, giovane ragazza messicana credo di circa 23 anni..

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è un modello della collezione MALAIKA..che esiste anche in nero e costa 34,90 eur0!!

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I Maasai del Kenya!!

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Vediamo un pò di cultura Kenyota, le popolazioni tipiche, le loro usanze, i loro costumi…uno dei popoli a cui sicuro si è ispirata Yamamay per il catalogo Yamafrica Summer 2009, è il popolo dei Masai, e basta osservare le foto per capire che i colori richiamano perfettamente la collezione Yamamay 2009 per l’estate..

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I Maasai  sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso addirittura stanziali. La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall’allevamento all’agricoltura come fonte primaria di sostentamento; questa trasformazione è evidente nei clan masai kenioti.

I masai parlano il “maa”, da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato “maasai”. I masai sono il popolo nilotico che, in Africa, vive più a meridione. È difficile dire quanti siano i maasai, visto che non esistono censimenti accurati ne’ in Tanzania ne’ in Kenya. La tendenza dei censimenti nei due paesi è quella di esagerare il numero di persone appartenenti all’etnia. Da una parte, non tutti gli abitanti dei territori ancestrali dei maasai appartengono a questa etnia; dall’altra, non è semplice censire tutti i maasai vista la tradizione di abitare non in villaggi, ma in case mono o multi-famigliari isolate e distanti tra loro. Francis Mol, il più grande esperto di lingua e cultura maasai, pone la popolazione totale a non più di 600.000 unità, equamente distribuite tra i due paesi dell’Africa orientale che li ospitano.

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ABITAZIONI MAASAI

Le abitazioni dei masai sono tradizionalmente costruite dalle donne con rami e erba intrecciati e poi rivestite di letame. Hanno forma ovoidale e sono disposte in un grande cerchio che serve per proteggere il kraal interno, dove il bestiame dorme la notte. L’intero perimetro è recintato con rami aguzzi e spinosi che proteggono sia i masai che il bestiame da iene, leopardi e leoni predatori.

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Mentre nel passato le abitazioni erano fatte per resistere poco tempo, negli ultimi due secoli i masai hanno danno vita ad una casa (enkang) abbastanza standardizzata.

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L’enkang tradizionale prevede un recinto spinoso all’esterno per proteggersi dagli animali selvatici, e un recinto spinoso all’intreno per mettere il bestiame alla sera. Nel secondo recinto vi sarà anche un reparto separato per vitelli e agnelli. La prima casa sulla destra dell’entrata principale sarà la casa del capo famiglia, la seguente quella della prima moglie. La prima casa sulla sinistra sarà quella della seconda moglie, se presente. A seguire sono le casette per i bambini e le bambine. I figli vivono con la madre fino a circa 5 anni di età, dopo dormono da soli. L’uomo dorme da solo e visiterà la moglie quando necessario. Le singole case sono fatte con sterco mescolato a fango e posto su di una struttura di rami flessibili. La forma è ovale con l’entrata bassa verso il punto di minor larghezza. All’interno la casa è divisa in tre sezioni. Al centro un focolare dove cucinare, ad un capo il letto dell’occupante, dall’altro lato il letto per i bambini o un piccolo ripostiglio. L’altezza massima della casa è di circa 1,5 metri. Tale tipo di costruzione stà ormai sparendo e lasciando il posto a costruzioni stabili in pietra o in laminati metallici.

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L’età è uno degli elementi fondamentali per l’organizzazione sociale. I bambini sono considerati veramente tali dopo una settimana circa dalla nascita, momento scandito dalla cerimonia del nome. È il padre a dare il nome ai figli, a volte la madre da o suggerisce il nome delle figlie. I bambini piccoli, nella vita tradizionale, erano incaricati di far pascolare i vitellini e gli agnelli, le bambine di portare l’acqua, pulire l’enkang e aiutare nella cucina. Ogni 15 – 20 anni, gli anziani decidono l’inizio di un nuovo ciclo di iniziazione. Tutti i giovani non ancora iniziati fino ai bambini di circa 12 anni, vengono a far parte dello stesso gruppo, diviso in due tornate – la destra e la sinistra. Questa divisione verrà mantenuta per tutta la vita. Dopo varie cerimonie, il rito più importante è quello della circoncisione (emorata) che deve essere sopportata in silenzio. Dopo la circoncisione il giovane è considerato un moran, giovane guerriero. Dopo la circoncisione, e per circa 6 mesi, il moran dovrà vestirsi di nero e potrà disegnare sul viso dei simboli usando terra bianca. In questo periodo, i moran vivranno in una casa speciale, manyatta, costruita sul modello dell’enkang, ma senza barriere spinose, inutili visto la presenza di tanti guerrieri. All’incirca al tempo dell’emorata, il gruppo che ha avuto la circoncisione durante l’ultima emorata passerà di grado, diventando guerriero anziano. A sua volta, il gruppo precedente farà il passaggio per diventare anziano (primo grado) con la cerimonia dell’eunoto.

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Le donne hanno un lor rito di passaggio, la mutilazione genitale. La maggioranza dei clan prevede la clitoridectomia, altri richiedono anche l’escissione delle grandi labbra della vagina. Queste pratiche sono sotto accusa. Vietate dalla legge, sono rifiutate da molte ragazze che desiderano invece un tipo incruento di iniziazione. In molte zone, le donne obbligano le figlie alla circoncisione poiché sarebbe impensabile sposare una figlia ad un buon partito senza questa cerimonia. In ogni caso, anche i giovani masai stanno cambiando le loro aspettative e spesso sono loro a spingere per un cambiamento di questo rituale.

Ricetta Kenyota – Samosas

La seconda ricetta sono i SAMOSAS!!

Una ricetta un pò più complessa rispetto al riso al cocco, ma forse ancor più buona!! I samosas sono dei tringolini di pasta di pane, spesso fritti ripieni di vari ingredienti..la loro costruzione non è semplicissima, e gli ingredienti non sono proprio pochissimi..

Secondo me però è da provare!!!

Ingredienti

2.5 cm di radice di zenzero
6 spicchi d’aglio
1kg di agnello magro (o manzo se si preferisce)
3 grosse cipolle, affettate finemente
1 cucchiaio di mussala
1 cucchiaio di polvere di curry
1 cucchiaio di curcuma
sale a piacere
1 kg di pasta di pane, farina, olio.

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Preparazione

Sminuzzare per bene lo zenzero e l’aglio. Combinare con la carne, le cipolle, il mussala, la polvere di curry e la curcuma. Saltare in una casseruola a fondo spesso, senza aggiungere grassi a fuoco basso per 30 minuti, mescolando occasionalmente e spezzettando la carne. Scartare il grasso. Tagliare i fogli dell’impasto all’uovo in strisce di circa 7.5/15.5 cm. Piegarli per formare una tasca triangolare. Riempire la tasca con del preparato di carne. Sigillare tutti i lati aperti con della pasta fatta con farina ed acqua. Si può terminare con un triangolo di pasta di carne stufata. Friggere in abbondante grasso le samosas ripiene, qualcuna alla volta, nell’olio fino a doratura. Scolare e tenere calde. Dopo la frittura e un veloce raffreddamento le samosas possono essere congelate. Per servirle scaldarle nel forno caldo (200°C) fino a che siano molto calde.

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Qualcuno provera a cucinarle??

YAMAFRICA – Backstage, terzo giorno!!

Andiamo a dare un’occhiata al terzo giorno di Backstage dello staff  Yamamay  per il catalogo Summer 2009 YamAfrica!!

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…qui vediamo alcuni membri del team Yamamay probabilmente appena scesi dall’aereoplano alla ricerca della location di questo giorno..

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questo è il servizio che è stato realizzato per quello scatto magnifico in cui c’è la modella Daniela Cosio sotto un albero come una vera e propria guerriera…quasi come fosse un’amazzone..la foto a cui mi rifersico è questa…

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..ed ecco la preparazione per lo scatto..

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Suppongo che questo ragazzo sia il truccatore..che dobbiamo dirlo, ha fatto davvero un ottimo lavoro..

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…ovviamente non manca la natura fortissima dell’Africa..

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..sarei molto curiosa di sapere il luogo preciso di questi scatti qui, anche se non penso che riuscirò a saperlo..ehehe..se qualcuno riconosce il luogo me lo suggerisse..mi chiedo sempre come funziona la cosa in questi casi, ossia, mi spiego meglio…qui abbiamo una location sperduta nel deserto..ma l’avranno decisa in anticipo?? Avranno visto il luogo girando con il Bus e si saranno fermati partendo da un’idea comunque già precedente?!!?

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queste sono di Backstage di un altro scatto..di questo..

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ritorniamo al Backstage..

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…guardate che bella situazione si crea quando scende la notte..

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Backstage secondo giorno YamAfrica!!

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Inizia il secondo giorno di Shooting fotogrfico di Yamamay per il catalogo Summer 2009 di YamAfrica!!

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Una delle modelle protagoniste di questo catalogo è Daniela Cosio, una bellissima ragazza messicana di 23 anni che con i suoi magnifici occhi ha stregato uomini e donne!!

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La location di questa giornata è un’altra splendida spiaggia del Kenya, sempre Diani Beach..yamamay09jan_0516

Guardando queste foto immagino che l’esperienza di assistere ad uno shooting fotografico sia davvero bellissima..c’è un’atmosfera magica secondo me, e non dev’essere una cosa affatto poco stancante..sia per le modelle/i che per chi è dietro la macchina fotografica..

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..mediamente so che si lavora dalle 8 alle 10 ore per ogni giorno di servizio fotografico, e quando si scelgono queste location naturali in posti in cui fa caldo a volte si inizia anche a lavorare alle 6 di mattina o in orari che vengono considerati giusti anche per l’atmosfera che si vuol creare..

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queste foto sono bellissime..

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Scrivilo sulla Sabbia…

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Yamamay impresso al sole..

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YamAfrica – Backstage primo giorno –> Diani Beach!!

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Ragazzeeeeeeeeee/iiiiiiiii…sono riuscita ad avere alcune foto del Backstage di YamAfrica…le posterò qui parlando un pò della bellissima esperienza che Yamamay ha fatto in Kenya!

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Questa è Diani Beach, si trova a sud di Mombasa. Diani Beach è una spiaggia tropicale lunga 13 km e costituita da finissima sabbia bianca e grossi palmeti. Le acque antistanti Diani sono completamente protette dalla barriera corallina, e durante la bassa marea emerge dalle acque una distesa larga poco meno di un chilometro di corallo e sabbia che forma un insieme di laghetti in cui sono intrappolati numerosissimi branchi di piccoli pesci.

Yamamy ha ambientato qui una delle storie, Maisha!!

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L’incontro con il Kenya e con la sua savana è stato senza dubbio una piacevole sorpresa..moltissime son state le cose incontrate che hanno sorpreso moltissimo, qui vediamo alcune foto da BackStage..

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Ci sono anche diverse foto Bs del servizio per il bimbo che sono bellissime..

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YamAfrica – Parliamo del Kenya –> Nairobi!!

Dopo avervi presentato la collezione..iniziamo adesso con l’abbracciare la cultura Africana…le loro usanze, abitudini, la loro cucina..vivere un pò quei giorni che Yamamay ha vissuto in Kenya, assaporare i sapori del luogo..i suoni di quel posto e la magia che lo circonda, sempre un mix tra leggenda e realtà..

Inizierei col descrivere il Kenya nelle sue caratteristiche essenziali, ossia quelle geografiche!

E’ uno Stato dell’Africa Orientale, confinante a nord con Etiopia e Sudan, a sud con la Tanzania, a ovest con l’Uganda, A nord-est con la Somalia e ad est con l’Oceano Indiano.

Nairobi ne è la capitale e la città più grande.

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Il suo nome deriva dalla frase maasai enkare nai-robi, letteralmente “luogo dell’acqua fredda”. In Kenya, viene anche chiamata con due nomignoli: Green City in the Sun (“città verde al sole”, per via del clima mite e delle molte aree verdi) e Safari Capital of the World (“capitale mondiale del safari”).

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Con una popolazione stimata fra i 4 e i 4,5 milioni, Nairobi è la più grande città dell’Africa orientale e la quarta più grande dell’intero continente africano. È anche una delle città africane più importanti dal punto di vista politico, culturale ed economico. La popolazione locale parla principalmente l’inglese.

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Il centro di Nairobi è costituito dal Central Business District (CBD) , dove hanno sede le principali attività amministrative e commerciali. Il CBD ha una forma pressapoco rettangolare, delimitata dalle quattro grandi arterie di Uhuru Highway, Haile Selassie Avenue, Moi Avenue e University Way. Il centro del CBD è costituito dalla piazza di City Square,

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 attorno a cui si sviluppano i principali edifici amministrativi, tra cui la sede del Parlamento keniota, la Cattedrale della Sacra Famiglia,

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 il municipio, il tribunale e il celebre Kenyatta Conference Centre.

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Tutta la zona del CBD è caratterizzata da grattacieli ed edifici moderni, che ricordano quelli delle grandi città nordamericane e asiatiche, realizzati nell’arco di due grandi periodi di esplosione edilizia: gli anni immediatamente successivi all’indipendenza e quelli a cavallo del 2000.

In seguito al veloce sviluppo del CBD, oggi completamente edificato, altre aree di Nairobi stanno emergendo come nuovi quartieri finanziari e commerciali: fra queste spiccano Upper Hill e le Westlands, entrambe situate a circa 2 km dal centro città.

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Nella zona ovest della città si trovano la maggior parte dei quartieri residenziali più prestigiosi, creati dai colori europei, come Karen,

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Langata, Lavington e Highridge ; a questi si aggiungono però anche alcuni quartieri poveri, come Kangemi e Dagoretti. Tutto intorno al territorio urbano di Nairobi sorgono le baraccopoli dette slum, la cui popolazione complessiva, secondo stime delle Nazioni Unite, si aggira intorno ai 2.000.000.

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L’industria del turismo a Nairobi è alimentata soprattutto dai viaggiatori che fanno tappa in città all’inizio o alla fine dei loro itinerari turistici in Kenya. Ci sono numerosi alberghi di alto livello, e molte grandi catene (per esempio Holyday Inn, Intercontinental e Hilton) hanno una propria struttura in città.

Oltre a fungere da hub turistico, comunque, Nairobi offre un certo numero di attrazioni turistiche situate in città o nelle immediate vicinanze. Il Nairobi National Park è un caso raro di parco faunistico confinante con un’area urbana; vi si trovano numerosi animali tipici della savana africana, fra cui leoni, giraffe, rinoceronti neri e oltre 400 specie di uccelli. La città stessa è ricca di aree verdi e ospita più specie di uccelli di qualsiasi altra città del mondo.

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Il National Museum of Kenya di Nairobi è il più importante museo del Kenya. Vi si trovano, tra l’altro, i resti di un giovane homo erectus

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 Sono mete turistiche minori anche il monumento a Jomo Kenyatta, il Kenya National Theatre e le gallerie d’arte Rahimtulla Museum of Modern Art e Mzizi Arts Centre.

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 A Nairobi si trova anche il più grande palazzo del ghiaccio di tutta l’Africa.

Anche la vita notturna di Nairobi so che non è male…ho spiacchiato sul web un pò qui e un pò lì..e ho letto cosa molto interessanti..allora..c’è il Safari Bar e il famosissimo ristoarante  “La Dolce Vita”

  • Indirizzo: Limuru Road, Muthaiga,Nairobi,Kenia

 

YamAfrica – Malkia!!

Collezione Malkia per YamAfrica – Yamamay Summer 2009!!!

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…Quando ti alzi al mattino…

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….la prima cosa che devi fare è uscire per ritrovare gli altri.

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..aforisma della tradizione orale africana..

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Ovviamente tutti gli occhiali sono firmati Yamamay For Sting!!

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foto spettacolari davvero..

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YamAfrica – MAISHA!!!

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…L’acqua rappresenta la pace..

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…il centro, la saggezza e la riconciliazione…

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…lo stato pacifico che desideriamo raggiungere nella nostra vita.

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Water represents peace, the center, wisdom and reconciliation..

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…the pacific state which we desire to reach in our life..

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..parole da un Griot dell’Africa occidentale..

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..questi e ancora altri i costumi della linea YamAfrica – Yamamay Summer 2009!!

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